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Pedamentina di San Martino

Le Pedamentine, sono dei complessi sistemi pedonali costituiti da suggestive discese e gradinate che collegano la zona collinare di Napoli al centro storico e al mare. Considerati ancora oggi dei veri e propri capolavori urbanistici, questi antichi percorsi gradinati nacquero per la maggior parte grazie all’interramento di torrenti o sorgenti, che un tempo scorrevano appena fuori la città. […]

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Baia sommersa e terme di Baia

La Baia sommersa venne alla luce trent’anni fa, quando si cominciò a dragare il piccolo porto di Baia che si trova a pochi minuti da Napoli. I lavori ebbero inizio ed invece di secche e scogli vennero fuori resti di colonne, statue e pezzi di pavimento.Avevano trovato Baia, la città sommersa…In epoca tardo antica un […]

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Palazzo Venezia

Unico nel suo genere, Palazzo Venezia è una delle più importanti costruzioni poste nel cuore della città di Napoli. Situato  lungo il decumano inferiore a pochi metri dalla prestigiosa Chiesa di Santa Chiara e da Piazza del Gesù Nuovo, si impone per l’intensità e la forza della sua storia con la scenografica loggia, la “casina pompeiana” e lo splendido nonché storico giardino. […]

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Villa Pignatelli

Una dimora principesca, progettata da Pietro Valente nel 1826, la cui storia è legata alle famiglie aristocratiche che l’hanno abitata gli Acton, i Rothschild e i Pignatelli , fu poi donata allo Stato dalla principessa Rosina Pignatelli e trasformata in un Museo. Immersi nel verde del meraviglioso Parco ammirerete il giardino, realizzato in chiave romantica dal fiorentino Guglielmo Biechi,  animato dalla fontana circolare con la statuetta del Tritone e i […]

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Casina Vanvitelliana

La Casina Vanvitelliana fu realizzata nel 1782 per volere di Ferdinando IV di Borbone, su disegno di Carlo Vanvitelli, figlio del più noto Luigi, in un’area densa di storia per la vicinanza dell’antica colonia greca di Cuma e sulle rive del lago già abitato in passato da nobili romani. La Casina, costruita su un isolotto preesistente a […]

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Museo di Pietrarsa

Descrizione

Un incredibile viaggio nel tempo tra le locomotive e i treni che hanno unito l’Italia dal 1839 ai nostri giorni, in 170 anni di storia delle Ferrovie italiane. È questa l’esperienza che regala ai visitatori di ogni età il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa. Un museo diverso, aperto alla curiosità dei giovani e di tutti coloro che vedono nel treno uno strumento insostituibile per il futuro del trasporto pubblico. Pietrarsa è uno dei luoghi simbolo della storia delle Ferrovie dello Stato, un ponte teso tra passato e presente che congiunge idealmente la Bayard ai sofisticati e velocissimi treni dell’Alta Velocità. Adagiato tra il mare e il Vesuvio, con una spettacolare vista sul Golfo di Napoli, il Museo è stato allestito, dopo accurati interventi di restauro conservativo, in uno dei più importanti complessi di archeologia industriale italiana: il Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive, fondato da Ferdinando II di Borbone nel 1840. Una sede espositiva unica nel panorama nazionale che, per la suggestione degli ambienti e la ricchezza dei materiali conservati, rappresenta uno dei più importanti musei ferroviari d’Europa. Il Museo è stato inaugurato nel 1989. Si sviluppa su un’area di 36mila metri quadrati, di cui 14mila coperti. All’esterno si erge la grande statua in ghisa di Ferdinando II. Alta più di 4 metri e fusa nell’Opificio nel 1852, ritrae il sovrano che ordina con gesto regale la fondazione delle Officine e sembra vegliare soddisfatto sulla sua preziosa creatura.

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Monastero delle Trentatré

Descrizione

Il Monastero, fondato nel 1585 e denominato delle trentatré sia in ricordo degli anni di Cristo sia per il numero massimo di monache che poteva ospitare. Il Monastero si erge nei pressi della collinetta di Caponapoli, ovvero, il luogo dell’Acropoli della Napoli greco-romana. Nel decumano superiore, dove l’anomalia della curva, mette in evidenza le forme dell’Odeon incastrato dai palazzi, si apre la scalinata monumentale delle Trentatré. Il Monastero, ultima testimonianza di quella cittadella religiosa che occupò il centro antico nel corso del Seicento, a differenza di altri complessi monastici, non fu intaccato dalle vicende umane e storiche. La vita della comunità delle monache per volontà della loro fondatrice rispetta da sempre la povertà di Santa Chiara, e per volontà papale, la clausura stretta.

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Certosa e Museo di San Martino

Descrizione

La Certosa, uno tra i maggiori complessi monumentali di Napoli, venne fondata nel 1325 per volere di Carlo, duca di Calabria, figlio di Roberto D’Angiò e dedicata a San Martino vescovo di Tours. L’enorme struttura è opera del senese Tino di Camaino e di Attanasio Primario, che la realizzarono secondo i canoni architettonici dell’Ordine. Tra la fine del Cinquecento ed il Settecento l’intero monastero subì profonde trasformazioni, ad opera di molti famosissimi artisti. Dal 1866 la Certosa ospita il Museo Nazionale di San Martino.

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Cimitero delle Fontanelle

Descrizione

Situato in un’antica cava di tufo nel cuore del Rione Sanità è un antico ossario destinato inizialmente a seppellire le salme dei napoletani meno abbienti che non trovavano posto nelle pubbliche sepolture delle chiese. Il cimitero rimase abbandonato fino al 1872, quando Don Gaetano Barbati con l’aiuto di alcune popolane mise in ordine le ossa nello stato in cui ancora oggi si vedono. Da allora il Cimitero divenne un luogo di culto popolare, in cui si concentrarono riti, leggende e racconti di miracoli. Un particolare rito, detto delle “anime pezzentelle”, prevedeva la scelta e la sistemazione di un cranio (capuzzella) al quale corrispondeva un’anima abbandonata (pezzentella) in cambio di protezione, grazie e favori per l’adottante.

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Museo del Tesoro di San Gennaro

Il Museo del Tesoro di San Gennaro, osannato dalla critica internazionale che l’ha definito un patrimonio unico al mondo per bellezza artistica e spessore culturale, apre le sue porte di notte con un nuovo allestimento, ma soprattutto con una grande novità: l’esposizione dei gioielli de “Il Tesoro di Napoli, I Capolavori del Museo di San Gennaro per Napoli”. Dopo un anno di straordinari successi a Roma, Parigi e in Brasile con oltre un milione di visitatori, la mostra ritorna nella nostra città con i suoi gioielli più rari: la splendida Mitra gemmata con 3694 pietre preziose, la leggendaria collana realizzata in 250 anni con le donazioni di regnanti di tutta Europa, la croce in smeraldi e diamanti donata da re Umberto I, il calice in oro e pietre preziose donato da re Ferdinando IV e la pisside gemmata donata da re Ferdinando II, finalmente esposti insieme agli altri capolavori del Museo. Un patrimonio dal valore inestimabile che per molti esperti è superiore al tesoro della corona inglese. L’esposizione, curata dal direttore del Museo Paolo Jorio, ha un impatto fortemente emozionale e valorizza la massima capacità e maestria artistica partenopea attraverso opere d’oro e argento di altissimo pregio, oltre a rappresentare la straordinaria storia della fede di un popolo nel suo Santo Patrono.

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