La storia dei sanpietrini a Napoli

Il Sanpietrino (o anche con la “m” sampietrino) è, in sostanza, un pezzo di roccia (leucitite per l’esattezza) che serve per realizzare la pavimentazione di strade o piazze. E’ detto anche selcio. Fu inventato nel 500. E’ particolarmente diffuso a Napoli. Possono essere di varie dimensioni.  Lo troviamo soprattutto nell’Italia centrale, mentre in quella settentrionale si usa il bolognino (così chiamato perché era usato per la pavimentazione della città di Bologna). Questa pavimentazione è posata e poi battuta su un letto di sabbia. I pro di questa tecnica sono il fatto che fa respirare il terreno per via degli spazi tra una piastrella e l’altra, si può adattare all’irregolarità del terreno e ha una grande resistenza.

A NAPOLI

A Napoli, come abbiamo accennato,  molte piazze e strade sono state pavimentate col Sanpietrino.  Il centro storico della città è tutto fatto in Sanpietrino e, comunque, parecchie strade che portano a questo quartiere sono pavimentate così. Anche la Riviera di Chiaia  è così fatta, Piazza Plebiscito, Corso Vittorio Emanuele,  etc.  Le strade così costruite risultano molto più belle e caratteristiche rispetto ad un asfalto, diciamoci la verità, del tutto monotono. In generale, una pavimentazione in sanpietrino richiede più manutenzione rispetto ad altri materiali. Ma, allora, ne vale la pena? Io direi proprio di si, basta dare un’occhiata alla bellezza dei palazzi antichi che si trovano lungo le strade pavimentate con i san pietrini. Le vie, ditemi voi, avrebbero lo stesso fascino se fossero asfaltate? E poi, non so a voi, ma a me l’asfalto mi dà la sensazione di un tocco moderno che stona con l’antichità della città.

Concludendo, anche se per certi aspetti può essere più sicuro l’asfalto, la pavimentazione di alcune strade della città  con i cazzimbocchi (sono conosciuti anche con questo nome i sanpietrini) appare irrinunciabile a Napoli.

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on Giu 14, 2019

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