Napoli città da guinnes con sette castelli

I CASTELLI DI NAPOLI
Napoli è una città che dà sul mare e il golfo di Napoli è spettacolare! A renderlo ancora più bello c’è la figura imponente del Vesuvio che si dispiega su tutto lo scenario offerto dal mare e dalla costa. A sera inoltrata lo stupore è assicurato con le luci che illuminano tutto il lungo mare di Via Caracciolo e si riflettono sul mare. Ma cosa succedeva nell’antichità? Quali erano gli scenari che si presentavano agli occhi di chi abitava questa città? Una testimonianza dei vissuti più che burrascosi di questa città è offerta dalla presenza (da guinnes dei primati possiamo dire) di ben sette castelli, dislocati all’interno di questa metropoli, che servivano per proteggere la città dagli attacchi nemici. Infatti, Napoli è l’unica città al mondo a possedere una tale quantità di fortezze. Ma vediamo insieme quali sono questi sette castelli.

MASCHIO ANGIOINO (O CASTEL NUOVO)
Questo castello è sito in Piazza Municipio, dinanzi l’entrata del porto di Napoli e, più precisamente, del molo Beverello. Chiunque arrivi a Napoli via mare non può fare a meno di notare l’imponenza e la bellezza di questa struttura che si erge al centro dell’enorme Piazza. Fu costruito sotto il regno di Carlo I d’Angiò sul finire del XIII secolo e poi ricostruito da Alfonso d’Aragona. I sotterranei si suddividono in due aree: la fossa del coccodrillo e la prigione dei baroni. Secondo la leggenda del coccodrillo numerosi prigionieri sarebbero scomparsi per via del pachiderma che prima li azzannava ad una gamba e poi li trascinava in mare. La prigione dei baroni sarebbe il luogo dove a fine XV secolo Ferrante I d’Aragona li fece radunare con una scusa per poi arrestarli o condannarli a morte, perché sospettati di tramare contro di lui.

CASTEL SANT’ELMO
Tale fortezza si trova sulla collina del Vomero, a San Martino, il belvedere del quartiere da cui si può ammirare una vista incantevole della città di Napoli e meta obbligata dei turisti. Fu Carlo I D’Angiò a farlo costruire sul finire del XIII secolo. Il re affidò l’incarico a Francesco Di Vivo e a Tino Da Camaino. In seguito fu ampliato da Roberto D’Angiò durante la metà del XIV secolo. Nel Cinquecento fu ricostruito per volontà di Carlo V, sotto la direzione di Don Pedro de Toledo e con l’esecuzione dell’architetto Pedro Luis Escrivà Di Valenza. Fu, inoltre, riedificato a fine XVI secolo da Domenico Fontana. Ha avuto una funzione prettamente militare fino al 1976. Oggi al suo interno c’è il Museo Novecento e si organizzano mostre ed eventi culturali. Al suo interno è stato realizzato un auditorium che può ospitare fino a settecento persone.

CASTEL CAPUANO
Si trova nei pressi di Porta Capuana, vicino la stazione ferroviaria di Napoli a Piazza Garibaldi. Fu fatto costruire dal re di Sicilia Guglielmo I nella metà del XII secolo. C’è una leggenda su questo castello: ospiterebbe il fantasma degli avvocati. Al suo interno si possono ammirare, tra l’altro, i busti dei più famosi giuristi partenopei. È stato la sede dei tribunali di Napoli, sia in ambito civile che penale. La sua antichità è seconda solo al Castel dell’ovo.

CASTELLO DEL CARMINE
Il castello del Carmine, detto anche Sperone, si trova nei pressi di Piazza mercato e fu costruito per volontà di Carlo III di Durazzo durante la metà del XIX secolo. Aveva una funzione prettamente militare, privo di decorazioni, affreschi e dipinti. Ne restano solo due torri, che si ergono tra le tante trascuratezze della strada di Via Marina (rifiuti, erba incolta).

CASTELLO DI NISIDA
Si trova sull’isola di Nisida, dell’arcipelago delle isole flegree, che fa parte del quartiere di Bagnoli e fu costruita nel XIV secolo dagli angioini. È nota perché oggi c’è il carcere minorile, dove si provvede al recupero dei minori. Un tempo fu anche un lazzaretto. La struttura è divisa in diverse palazzine e al suo interno c’è il teatro che fu voluto da Eduardo De Filippo.

FORTE DI VIGLIENA
Si trova nel quartiere di San Giovanni a Teduccio e fu fatto costruire ad inizio XVIII secolo, sotto il regno di Filippo V di Borbone, dall’ultimo vicerè Juan Emanuele Fernandez, Pacheco, duca di Escalona e Marchese di Villena (da cui il nome). Ne sono visibili solo alcuni resti. Aveva la funzione di difendere il porto di Napoli attraverso l’utilizzo di cannoni. Visto il degrado in cui versa la struttura è stato proposto di farne un parco archeologico.

CASTEL DELL’OVO
È il castello più antico della città. Situato sul lungo mare di Via Partenope e circondato dal porticciolo del borgo marinari che ha al suo interno bar, pub e ristoranti attivi fino a tarda notte. Numerosi eventi ne hanno distrutto l’aspetto normanno e le ricostruzioni angioino e aragonese gli hanno dato la sua attuale bellezza. Sorge sull’isolotto di Megaride e, secondo la leggenda, qui approdò la sirena Partenope che diede l’originario nome alla città. Contribuisce a rendere unico il panorama del Golfo di Napoli. Fu costruito per volontà di Guglielmo il Malo nella seconda metà del XII secolo. C’è una leggenda sul castello secondo cui il poeta Virgilio pose nei suoi sotterranei un uovo (da qui il nome Castel dell’Ovo) che finchè fosse rimasto integro avrebbe consentito al castello e alla città di restare al sicuro. Le sale all’interno del castello vengono utilizzate per meeting, convegni e riunioni di lavoro. Nel castello, inoltre, è possibile visitare la Chiesa del Salvatore e i romitori (celle scavate nel tufo con affreschi), la sala delle colonne e la sala delle prigioni e l’Istituto italiano dei castelli (con una mostra fotografica dedicata ai castelli campani). Le visite al castello sono gratuite.

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on Mar 14, 2019

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